Sfratti per morosità a Milano: dati e andamento dal 2022 in poi
Sfratti per morosità a Milano: dati e andamento dal 2022 in poi

Nel 2024, nella provincia di Milano, sono stati emessi 1.726 provvedimenti di rilascio di immobili abitativi. In 1.317 casi la causa era la morosità, pari a poco più del 76% del totale. Nel solo Comune di Milano i provvedimenti per mancato pagamento sono stati 740. La morosità resta dunque il principale motivo per cui una locazione arriva davanti al giudice. Questo, però, non significa che tre inquilini su quattro non paghino l’affitto. I dati riguardano soltanto le procedure giudiziarie e vanno letti tenendo insieme territorio, andamento nel tempo e dimensione del mercato.
In breve
- Nel 2024, in provincia di Milano, sono stati emessi 1.726 provvedimenti di rilascio.
- 1.317 provvedimenti, pari al 76,3%, erano legati alla morosità.
- Nel Comune di Milano i provvedimenti per morosità sono stati 740.
- Dopo la stabilità del 2022 e del 2023, nel 2024 il totale è diminuito del 20,8%.
- Il canone concordato può aiutare a costruire locazioni economicamente più sostenibili.
- Morosità incolpevole e Piano Casa intervengono invece quando la difficoltà è già emersa o sul problema dell’offerta abitativa.
Come leggere i dati ufficiali sugli sfratti
I dati del Ministero dell’Interno distinguono tra provvedimenti di rilascio emessi dal giudice, richieste di esecuzione e sfratti materialmente eseguiti. Sono momenti diversi della procedura e possono ricadere in anni differenti. Un provvedimento emesso oggi, per esempio, potrebbe essere eseguito successivamente oppure chiudersi con una riconsegna spontanea dell’immobile.
Il numero dei provvedimenti non coincide quindi con quello degli inquilini effettivamente allontanati nello stesso anno. Tra la decisione del giudice e il rilascio possono intervenire un pagamento, un accordo tra le parti o l’abbandono volontario dell’abitazione. Le statistiche non comprendono neppure i ritardi risolti prima di arrivare in tribunale, attraverso un saldo successivo o un piano di rientro.
Va considerato anche il livello territoriale. I provvedimenti emessi sono disponibili separatamente per il Comune di Milano e per il resto della provincia, mentre richieste di esecuzione e rilasci materialmente eseguiti sono pubblicati soltanto a livello provinciale. Parlare genericamente di “sfratti a Milano” senza questa distinzione può portare ad attribuire alla sola città numeri che riguardano un territorio molto più ampio.
La rilevazione è dunque utile per capire quanti casi arrivano fino a una decisione giudiziaria e quali siano le cause più frequenti. Non permette, da sola, di stabilire quanti inquilini paghino in ritardo, quanto duri in media una procedura o quale sia il rischio associato a uno specifico contratto di locazione.
I numeri di Milano dal 2022 al 2024
Nel 2024, nella provincia di Milano, sono stati emessi 1.726 provvedimenti di rilascio. La morosità è indicata come causa in 1.317 casi; altri 409 riguardano la finita locazione. Il Comune di Milano concentra 1.028 provvedimenti, mentre 698 interessano il resto della provincia.
| Provvedimenti emessi nel 2024 | Comune di Milano | Resto della provincia | Totale provincia |
|---|---|---|---|
| Morosità | 740 | 577 | 1.317 |
| Finita locazione | 288 | 121 | 409 |
| Totale | 1.028 | 698 | 1.726 |
Il dato dell’ultimo anno acquista più significato se viene confrontato con quelli immediatamente precedenti. Nel 2022 i provvedimenti provinciali erano 2.142. Nel 2023 sono saliti di poco, fino a 2.178. Il vero cambiamento arriva nel 2024, quando il totale scende a 1.726.
| Anno | Provvedimenti emessi nella provincia di Milano | Variazione annuale |
|---|---|---|
| 2022 | 2.142 | — |
| 2023 | 2.178 | +1,7% |
| 2024 | 1.726 | -20,8% |
Tra il 2022 e il 2023, in sostanza, il quadro cambia poco: appena 36 provvedimenti in più. Nel 2024 se ne contano invece 452 in meno rispetto all’anno precedente.
La riduzione riguarda soprattutto la morosità, che passa da 1.687 provvedimenti nel 2023 a 1.317 nel 2024. Il calo è del 21,9%. Anche i casi per finita locazione diminuiscono, da 491 a 409, ma in misura più contenuta.
La serie recente racconta quindi una fase di stabilità seguita da una contrazione netta. Non si vede un aumento continuo degli sfratti e il 2024 si chiude su livelli molto più bassi rispetto al biennio precedente.
Tre anni non permettono di parlare con certezza di una nuova tendenza strutturale. Sarebbe prematuro affermare che il problema sia ormai in riduzione stabile. Allo stesso tempo, sarebbe scorretto descrivere il 2024 come un anno di crescita degli sfratti: i provvedimenti emessi, compresi quelli per morosità, sono diminuiti in modo evidente.
Quanto pesa realmente la morosità sul mercato milanese
Nella provincia di Milano, 1.317 provvedimenti su 1.726 sono legati alla morosità. La quota è del 76,3%. Nel solo Comune scende al 72%, con 740 casi su 1.028; negli altri comuni della provincia arriva invece all’82,7%.
È un dato rilevante perché mostra che, quando una locazione arriva fino al provvedimento di rilascio, il mancato pagamento è quasi sempre il problema principale. La conclusione, però, deve fermarsi qui. Quel 76,3% non rappresenta la quota degli inquilini che non pagano, ma soltanto la distribuzione delle cause all’interno delle procedure giudiziarie.
Per capire le proporzioni del fenomeno, si può mettere il numero dei provvedimenti comunali accanto alla dimensione del mercato. Nel 2024 a Milano sono state registrate oltre 53.000 nuove locazioni residenziali. I 740 provvedimenti per morosità equivalgono, come ordine di grandezza, a circa l’1,4% di quel volume.
Anche qui serve cautela. Non è un tasso ufficiale di morosità, perché i due numeri non descrivono gli stessi contratti. Un provvedimento emesso nel 2024 può riguardare una locazione iniziata cinque o dieci anni prima. Le oltre 53.000 unità, invece, comprendono soltanto le abitazioni per le quali è stato registrato un nuovo contratto durante l’anno.
Restano fuori dal confronto anche tutti i contratti già in corso. Il numero reale delle abitazioni locate a Milano è quindi molto più alto delle sole nuove registrazioni annuali. Per calcolare un vero tasso di morosità servirebbe conoscere quanti contratti erano attivi e quanti hanno registrato almeno un mancato pagamento nello stesso periodo. Questa informazione non è disponibile in forma pubblica e omogenea.
Il quadro che emerge è più sfumato di quanto suggeriscano i titoli allarmistici. La morosità è senza dubbio il principale motivo degli sfratti, ma le procedure arrivate fino al giudice rappresentano una parte ridotta del mercato. I dati non raccontano un sistema in cui la maggioranza degli inquilini non paga; descrivono piuttosto una minoranza di casi che, quando degenerano, lo fanno soprattutto per ragioni economiche.
Canone concordato a Milano: cosa è cambiato dal 2023
Nel 2023 Milano ha aggiornato l’Accordo locale che regola i contratti a canone concordato. Le tipologie contrattuali esistevano già, ma il nuovo accordo ha rivisto zone, fasce di valore, criteri di calcolo e modelli da utilizzare.
Rientrano nel sistema i contratti abitativi agevolati, le locazioni transitorie, quelle destinate agli studenti universitari e, in determinate condizioni, l’affitto di camere o porzioni dell’abitazione. A differenza del canone libero, il prezzo non viene deciso soltanto dalle parti: deve restare entro un intervallo determinato sulla base della zona, della superficie e delle caratteristiche dell’immobile.
Il principio è semplice. L’inquilino paga un importo potenzialmente più basso rispetto al mercato; il proprietario può compensare almeno in parte la riduzione attraverso le agevolazioni fiscali previste. In una città dove il costo dell’abitazione assorbe spesso una quota importante del reddito, questo equilibrio può rendere il contratto meno fragile fin dall’inizio.
Non è, naturalmente, una garanzia contro la morosità. Anche un canone ben calibrato può diventare insostenibile dopo un licenziamento, una separazione o una riduzione improvvisa delle entrate. Non esistono inoltre statistiche ufficiali milanesi che dimostrino una minore frequenza degli sfratti nei contratti concordati rispetto a quelli liberi.
Il valore dello strumento sta quindi nella prevenzione economica, non nella certezza del pagamento. Un canone coerente con le caratteristiche dell’immobile e con la capacità di spesa del mercato riduce il rischio che il rapporto nasca già troppo sbilanciato.
Il calcolo non è immediato. Bisogna individuare la zona prevista dall’Accordo territoriale, applicare le fasce corrette, verificare i coefficienti e utilizzare il modello contrattuale appropriato. In diversi casi serve anche l’attestazione di rispondenza. La pagina Gruppocasa dedicata all’affitto a canone concordato a Milano approfondisce calcolo, contratto e principali adempimenti.
Le altre misure contro il disagio abitativo
Il canone concordato interviene prima che il problema si presenti, cercando di rendere l’affitto più sostenibile al momento della firma. Quando la difficoltà economica è già emersa, entrano invece in gioco altri strumenti. Alcuni puntano a evitare che un arretrato temporaneo si trasformi in uno sfratto; altri cercano di ampliare l’offerta di abitazioni accessibili.
Il contributo per la morosità incolpevole
La morosità incolpevole riguarda chi smette di pagare non per scelta, ma perché subisce una perdita o una forte riduzione del reddito. Può accadere dopo un licenziamento, il mancato rinnovo di un contratto, una riduzione dell’orario di lavoro, una malattia grave, un infortunio o una separazione che modifica il bilancio familiare.
Il riconoscimento non è automatico. Occorre dimostrare la causa della difficoltà, rispettare i requisiti economici previsti e avere un contratto regolarmente registrato. A Milano la misura è destinata agli inquilini del mercato privato che abbiano già ricevuto un’intimazione o un provvedimento di sfratto.
L’intervento cambia a seconda della fase. Prima della convalida, il contributo può arrivare fino a 8.000 euro per coprire parte della morosità e mantenere in essere il contratto, purché proprietario e inquilino raggiungano un accordo. Dopo la convalida, in alcune situazioni, il sostegno può arrivare fino a 12.000 euro e accompagnare la firma di un nuovo contratto a canone inferiore.
Le risorse possono essere utilizzate anche per il deposito cauzionale, il trasloco, le prime mensilità di una nuova casa o il differimento temporaneo del rilascio. In diverse ipotesi il pagamento viene effettuato direttamente al proprietario. La misura, quindi, non tutela soltanto l’inquilino: può offrire al locatore una possibilità concreta di recuperare almeno una parte dell’arretrato.
Requisiti, scadenze e disponibilità dei fondi vanno sempre verificati sulla pagina comunale dedicata al contributo per inquilini morosi incolpevoli.
Il Piano Casa e l’offerta a prezzo calmierato
Il Piano Casa interviene su un problema diverso: la scarsità di abitazioni accessibili. La normativa prevede il recupero di immobili pubblici, lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata e la creazione di alloggi destinati alla vendita o alla locazione a prezzi calmierati.
Non è una risposta immediata a una morosità già in corso e non accelera una procedura di sfratto. Il suo obiettivo è più ampio: aumentare nel tempo l’offerta e ridurre la pressione che i canoni di mercato esercitano sui redditi familiari.
I tre strumenti hanno dunque funzioni diverse. Il canone concordato cerca di prevenire squilibri alla firma. Il contributo per la morosità incolpevole interviene quando il reddito è già diminuito e l’arretrato si è formato. Il Piano Casa lavora invece sul lato dell’offerta, con effetti necessariamente più graduali.
Nessuno elimina da solo il rischio di insoluto. Insieme, però, mostrano un cambio di prospettiva: la morosità non viene affrontata soltanto quando arriva in tribunale, ma anche attraverso canoni più sostenibili, sostegni mirati e nuovi alloggi a prezzo calmierato.
Quando il mancato pagamento si è già verificato, la guida su cosa fare se l’inquilino non paga l’affitto approfondisce sollecito, diffida, piano di rientro, sfratto per morosità e recupero dei canoni.
I nostri servizi
Gruppocasa offre servizi dedicati ai proprietari che vogliono affittare casa a Milano con un supporto completo, dalla preparazione dell’immobile alla gestione della locazione.
Valutazione del canone
Analisi dell’immobile e del mercato per individuare un canone coerente con zona, caratteristiche e domanda locativa.
Promozione dell’immobile
Presentazione e promozione dell’appartamento per raggiungere potenziali inquilini interessati alla locazione.
Selezione dell’inquilino
Supporto nella valutazione dei candidati e nella raccolta della documentazione utile prima della stipula.
Contratto di locazione
Assistenza nella scelta della formula contrattuale e nella predisposizione degli adempimenti collegati alla locazione.
Gestione del rapporto locativo
Affiancamento nella gestione delle comunicazioni, delle scadenze e delle principali esigenze durante il rapporto di locazione.
Gestione affitti continuativa
Un servizio dedicato ai proprietari che desiderano delegare nel tempo gli aspetti operativi e amministrativi della locazione.
FAQ sugli sfratti per morosità a Milano
Qual è la principale causa degli sfratti a Milano?
La morosità è la causa più frequente tra i provvedimenti di rilascio emessi nell’area milanese. Il dato riguarda però soltanto le procedure arrivate davanti al giudice e non tutti i rapporti di locazione. Ritardi saldati successivamente, piani di rientro, accordi privati e riconsegne spontanee possono chiudersi senza un provvedimento di sfratto.
Qual è la differenza tra morosità e sfratto per morosità?
La morosità nasce quando l’inquilino non paga il canone o altre somme dovute entro le scadenze previste. Lo sfratto per morosità è invece il procedimento con cui il proprietario chiede al giudice il rilascio dell’immobile. Un ritardo non porta automaticamente allo sfratto: il debito può essere saldato, rateizzato oppure risolto attraverso un accordo prima dell’emissione del provvedimento.
Il canone concordato può prevenire la morosità?
Può contribuire a rendere il contratto più sostenibile, perché il canone viene calcolato entro fasce definite dall’Accordo territoriale. Le agevolazioni fiscali possono inoltre migliorare la convenienza per il proprietario. Non offre però una garanzia assoluta: una perdita di reddito, una malattia o una separazione possono creare difficoltà anche quando l’importo iniziale era equilibrato.
Che cosa significa morosità incolpevole?
Si parla di morosità incolpevole quando il mancato pagamento deriva da una perdita o da una forte riduzione del reddito provocata da eventi sopravvenuti. Il riconoscimento richiede una domanda e la verifica dei requisiti previsti. Non basta quindi dichiarare di essere in difficoltà: occorre documentare la causa, la situazione economica e il rapporto di locazione.
Gli aiuti per la morosità tutelano anche il proprietario?
Sì. Alcune misure prevedono il versamento diretto del contributo al proprietario per coprire una parte degli arretrati, mantenere il contratto, favorire una nuova locazione a canone più basso o differire temporaneamente il rilascio. L’erogazione dipende dai requisiti dell’inquilino, dalle risorse disponibili e, in diversi casi, dalla formalizzazione di un accordo tra le parti.

Ultimi articoli