Pensionati all’estero: IMU e TARI Milano 2026

Pensionati all’estero: IMU e TARI Milano 2026

Un pensionato residente all’estero che possiede una casa a Milano può avere diritto a due agevolazioni importanti: IMU ridotta del 50% e TARI ridotta di due terzi. Non basta però essere pensionati, iscritti all’AIRE o vivere fuori dall’Italia. La legge richiede una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia e pone condizioni precise anche sull’immobile. L’agevolazione può riguardare una sola abitazione, posseduta a titolo di proprietà o usufrutto, che non deve essere affittata né concessa in comodato. Vediamo chi può accedere alle riduzioni nel 2026, come funzionano a Milano e quanto incidono concretamente sulle imposte.

In breve

  • l’IMU può essere ridotta del 50%;
  • la TARI può essere ridotta di due terzi, quindi resta da pagare un terzo dell’importo ordinario;
  • l’agevolazione vale per una sola abitazione in Italia;
  • la casa non deve essere affittata né concessa in comodato;
  • serve una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia;
  • la sola iscrizione AIRE non basta per ottenere le riduzioni.

Se non rientri nei requisiti previsti per i pensionati, nella nostra guida su IMU, TARI e costi per chi possiede una casa a Milano vivendo all’estero trovi le regole generali applicabili nel 2026.

Chi ha diritto alle agevolazioni IMU e TARI

La riduzione non riguarda tutti i pensionati che vivono fuori dall’Italia. La norma di riferimento è l’articolo 1, comma 48, della Legge 178/2020.

Per accedere all’agevolazione bisogna essere titolari di una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia e risiedere in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia. Per la TARI, il Comune di Milano precisa inoltre che lo Stato di residenza deve coincidere con quello che eroga la pensione.

L’agevolazione può essere applicata a una sola unità immobiliare a uso abitativo situata in Italia. L’immobile deve essere posseduto a titolo di proprietà o usufrutto e non deve essere affittato o concesso in comodato.

Se un pensionato residente all’estero possiede due appartamenti in Italia, la riduzione non può essere estesa automaticamente a entrambi. La legge fa inoltre riferimento espressamente a proprietà e usufrutto: situazioni diverse, come la sola nuda proprietà, devono essere verificate separatamente.

L’iscrizione all’AIRE, da sola, non dà diritto allo sconto. Un pensionato AIRE che non possiede una pensione maturata nel regime previsto dalla legge non può applicare automaticamente la riduzione del 50% dell’IMU.

Cosa significa pensione maturata in regime di convenzione internazionale

È il requisito meno immediato. In termini semplici, riguarda le pensioni per le quali entrano in gioco periodi assicurativi maturati in Italia e in un altro Stato, secondo le regole internazionali di coordinamento previdenziale.

È il caso, per esempio, di una persona che ha lavorato parte della propria vita in Italia e parte in Francia o Germania. Le regole europee consentono, quando ricorrono le condizioni previste, di tenere conto dei periodi assicurativi maturati nei diversi Paesi per verificare il diritto alla pensione.

Un meccanismo simile può esistere con alcuni Paesi extra UE con cui l’Italia ha accordi bilaterali di sicurezza sociale, come Argentina, Australia, Brasile, Canada e Québec o Stati Uniti. Le regole dipendono però dalla singola convenzione.

La totalizzazione internazionale non comporta normalmente il trasferimento dei contributi da un Paese all’altro. I periodi maturati nei diversi Stati vengono utilizzati, nei casi previsti, per verificare il diritto alla pensione e ciascun sistema previdenziale determina la propria prestazione.

Non è quindi sufficiente vivere in un Paese che ha un accordo con l’Italia. Bisogna verificare che il trattamento pensionistico sia effettivamente maturato in regime internazionale e che l’accordo applicabile preveda il coordinamento necessario ai fini pensionistici.

È diverso, per esempio, il caso di chi ha lavorato esclusivamente in Italia, ha maturato la pensione utilizzando soltanto contributi italiani e successivamente si è trasferito all’estero. Il fatto che l’INPS paghi la pensione su un conto estero non rende automaticamente quella prestazione una pensione maturata in regime internazionale.

Non va inoltre confusa la convenzione previdenziale con la convenzione contro le doppie imposizioni fiscali. Sono due discipline diverse. Se dalla documentazione pensionistica non è chiaro in quale regime sia stata liquidata la pensione, prima di applicare le riduzioni è opportuno verificarlo con INPS, patronato o un professionista competente.

IMU 2026: quanto paga un pensionato residente all’estero

Per i pensionati che rispettano tutti i requisiti, l’IMU sull’abitazione agevolata viene applicata nella misura del 50%.

A Milano, nel 2026, l’aliquota ordinaria prevista per gli “altri fabbricati” è dell’1,14%. Una casa posseduta da una persona residente all’estero, quando non può essere considerata abitazione principale, rientra normalmente in questa categoria, salvo altre condizioni specifiche.

Per avere un riferimento concreto, prendiamo un appartamento con una rendita catastale di 1.000 euro. Ipotizzando dodici mesi di possesso e l’applicazione dell’aliquota ordinaria dell’1,14%, l’IMU sarebbe di circa 1.915 euro all’anno. Se il proprietario rientra tra i pensionati che hanno diritto all’agevolazione, l’importo scende a circa 958 euro.

Situazione IMU annua indicativa
IMU ordinaria Circa 1.915 €
IMU con riduzione del 50% Circa 958 €
Risparmio annuo Circa 958 €

L’esempio riguarda una normale abitazione con rendita catastale di 1.000 euro. L’importo effettivo dipende dalla rendita dell’immobile, dai mesi di possesso e dall’aliquota applicabile. La riduzione non trasforma la casa in un’abitazione principale esente da IMU: l’imposta resta dovuta, ma viene dimezzata.

Se l’immobile è cointestato, la posizione va verificata per ciascun proprietario. L’IMU è dovuta in relazione alla quota di possesso e la riduzione non va estesa automaticamente alla quota di un comproprietario che non possiede i requisiti.

TARI 2026: come funziona la riduzione di due terzi

Per la stessa categoria di pensionati è prevista anche una forte agevolazione sulla tassa rifiuti. La TARI è dovuta in misura ridotta di due terzi: in pratica il contribuente paga un terzo dell’importo ordinario.

Se, per fare un esempio puramente matematico, la TARI ordinaria fosse pari a 300 euro, dopo l’agevolazione l’importo sarebbe di 100 euro. L’importo reale dipende però dalle caratteristiche dell’utenza e dalle tariffe applicabili.

A Milano la riduzione deve essere richiesta. Il Comune indica tra i documenti necessari una dichiarazione che attesti lo status del pensionato residente all’estero, il certificato di residenza estera e la documentazione relativa all’abitazione posseduta in Italia.

Secondo le indicazioni del Comune di Milano, la riduzione decorre dal bimestre successivo alla presentazione della richiesta. Presentare la domanda in ritardo può quindi incidere sull’importo dovuto durante l’anno.

Anche per la TARI la casa deve risultare libera, quindi non affittata e non concessa in comodato. Il Comune specifica inoltre che lo Stato di residenza deve coincidere con quello che eroga la pensione.

Questa agevolazione è diversa dalla riduzione TARI milanese per le abitazioni utilizzate in modo stagionale o discontinuo: sono due fattispecie con requisiti e percentuali differenti.

Cosa succede se la casa è affittata o data in comodato

Per ottenere la riduzione dedicata ai pensionati residenti all’estero, la casa non deve essere locata né concessa in comodato.

Un pensionato che affitta il proprio appartamento a Milano non può quindi applicare su quell’immobile la riduzione IMU del 50% prevista dal comma 48. Lo stesso vale quando la casa viene concessa gratuitamente in comodato, per esempio a un figlio o a un altro familiare.

Questo non significa che un immobile affittato sia sempre privo di agevolazioni IMU. Milano prevede aliquote specifiche per determinate tipologie di locazione. Nel 2026, per esempio, il Comune prevede l’aliquota dell’1,04% per determinate abitazioni locate a canone libero; per i contratti a canone concordato che rispettano specifiche condizioni sono previste aliquote ulteriormente differenziate.

Anche per la TARI la locazione fa venir meno la riduzione di due terzi riservata al pensionato residente all’estero.

Se la situazione cambia durante l’anno, per esempio perché una casa inizialmente libera viene successivamente affittata o concessa in comodato, il diritto alle agevolazioni deve essere verificato in relazione al periodo in cui i requisiti risultano effettivamente presenti. Per la TARI vanno inoltre considerate le decorrenze previste dal Comune.

Per chi possiede una casa a Milano dall’estero diventa quindi utile confrontare due situazioni: casa tenuta a disposizione e casa messa a reddito. Se si sta pensando di affittare l’immobile, conviene confrontare il risparmio fiscale che verrebbe perso con il reddito netto ottenibile dalla locazione. Può essere utile stimare il canone di mercato e verificare se il canone concordato è applicabile.

Se l’immobile è già affittato e il proprietario vive all’estero, può inoltre essere utile affidare la gestione quotidiana della locazione a un referente in Italia. Il servizio di gestione affitti di Gruppocasa comprende la gestione del rapporto con l’inquilino, dei pagamenti, delle scadenze e degli aspetti operativi della locazione.

Come gestire IMU e TARI vivendo all’estero

Vivere fuori dall’Italia non impedisce di gestire i tributi comunali, ma conviene organizzare documenti e scadenze in anticipo.

Per l’IMU il Comune di Milano indica due scadenze ordinarie: 16 giugno per l’acconto e 16 dicembre per il saldo. È possibile anche versare l’intera imposta entro il termine previsto per la prima rata.

Chi si trova all’estero può effettuare il pagamento anche tramite bonifico bancario internazionale. Il Comune pubblica le coordinate da utilizzare e richiede di inserire nella causale i dati del contribuente, l’annualità e l’indicazione “Acconto” o “Saldo”. Dopo il versamento va inviata al Comune una copia del pagamento tramite i canali indicati dal servizio IMU.

Per la TARI, invece, l’agevolazione richiede una domanda. Se ci sono i requisiti, la richiesta va presentata con la documentazione prevista dal Comune.

Conviene avere disponibili almeno:

  • documentazione relativa alla pensione;
  • certificato di residenza all’estero;
  • titolo di proprietà o usufrutto dell’abitazione;
  • dati catastali dell’immobile;
  • documentazione richiesta dal Comune per la TARI;
  • precedenti versamenti IMU, se presenti.

Se dalla documentazione pensionistica non emerge chiaramente che la prestazione è stata maturata in regime internazionale, conviene verificarlo prima di applicare autonomamente l’agevolazione. È utile anche controllare ogni anno aliquote e modalità operative pubblicate dal Comune.

Una casa a Milano gestita dall’estero

Per un pensionato che vive all’estero può essere utile conoscere il valore attuale dell’appartamento e il possibile canone di mercato, soprattutto quando la casa viene utilizzata poco.

Gruppocasa può supportare il proprietario nella valutazione dell’immobile e nella stima del possibile canone di affitto.

Se l’immobile è già locato, oppure si sta pensando di affittarlo, è disponibile anche il servizio di gestione affitti a Milano, pensato anche per chi vive lontano e preferisce affidare a un unico referente la gestione dell’inquilino, dei pagamenti, delle scadenze contrattuali e delle principali necessità che possono emergere durante la locazione.

Le agevolazioni IMU e TARI, il regime pensionistico e la situazione fiscale personale devono invece essere verificati con gli enti competenti, un commercialista o un consulente specializzato.

I nostri servizi

Gruppocasa affianca i proprietari che desiderano mettere a reddito e gestire un immobile a Milano, anche quando vivono all’estero.

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FAQ su IMU e TARI per pensionati residenti all’estero

Un pensionato iscritto AIRE paga l’IMU sulla casa a Milano nel 2026?

Sì, l’iscrizione AIRE da sola non rende la casa esente dall’IMU. Un pensionato residente all’estero può però avere diritto alla riduzione del 50% su una sola abitazione se è titolare di una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, risiede in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia e l’immobile non è affittato né concesso in comodato.

Cosa significa pensione maturata in regime di convenzione internazionale?

È una pensione nella quale entrano in gioco, secondo le regole previste, periodi assicurativi maturati in Italia e in un altro Stato. Può accadere, per esempio, a chi ha lavorato parte della propria vita in Italia e parte in Francia, Germania, Australia, Canada o in un altro Paese per il quale si applicano regole di coordinamento previdenziale. Non basta quindi ricevere una pensione italiana vivendo all’estero né risiedere semplicemente in un Paese convenzionato: bisogna verificare che la pensione sia stata effettivamente maturata nel regime internazionale previsto.

Quanto è lo sconto IMU per un pensionato residente all’estero con casa a Milano?

L’agevolazione riduce del 50% l’IMU dovuta su una sola abitazione che rispetta i requisiti di legge. Se, per esempio, l’IMU ordinaria fosse pari a circa 1.915 euro, il pensionato avente diritto pagherebbe circa 958 euro. Non si tratta di un’esenzione completa: l’imposta viene dimezzata.

Quanto paga di TARI un pensionato residente all’estero a Milano?

Se ricorrono tutti i requisiti, la TARI è ridotta di due terzi e il pensionato paga quindi un terzo dell’importo ordinario. A Milano l’agevolazione deve essere richiesta e decorre dal bimestre successivo alla presentazione della domanda. L’immobile deve inoltre rispettare le condizioni previste per l’agevolazione.

Posso avere lo sconto IMU del 50% se affitto la casa di Milano?

No, la specifica riduzione IMU del 50% per pensionati residenti all’estero non si applica se l’abitazione è locata. La stessa esclusione vale quando la casa è concessa in comodato. Un appartamento affittato può però rientrare in altre aliquote o agevolazioni previste dal Comune di Milano per le locazioni. Prima di metterlo a reddito conviene quindi confrontare il beneficio fiscale perso con il canone netto ottenibile e con i costi di gestione.